Dell’unità, del cielo e dei numeri
La vittoria sulla morte e l’immortalità

Gli egizi affermavano che dal caos originario, buio di ignoranza, brillò la scintilla di luce creativa, a sua insaputa.
Maat era messa al posto del caos, e mediante il potere dei numeri,è messo ordine nell’insieme ed ha origine la creazione.

Guardando gli zodiaci egizi,troveremo una figura centrale, intorno alla quale rivolvono le stelle. E’ A-pet, l’origine del cielo, dea ippopotamo e Neter dei numeri.
Apet è raffigurata con in mano un palo d’ormeggio, un piolo, attorno al quale rivolvono le stelle, mentre in altre raffigurazioni essa ha sulle spalle un coccodrillo, o costellazione di Draco. Di fronte a lei sta la costellazione del grande carro, raffigurata dalla coscia, Meska.
I numeri sono un grande mistero. Noi non possiamo fare niente senza di essi, poiché si sono insinuati profondamente non solo nel nostro sistema di decodificazione intellettiva del nostro universo, ma anche nelle valutazioni spirituali,nelle gerarchie dei valori, fino a gestire anche materialmente le nostre comunicazioni : chi può fare a meno del telefono ,con i suoi numeri? Eppure i numeri sono solo un’emanazione, una delle funzioni di Apet, netert della continua emissione di energia, del continuo “esserci”.

La conoscenza è potere, e di conseguenza il significato dei numeri è stato occultato dalle masse ed il loro significato è stato tenuto per una elite ristretta. In un secondo tempo il loro significato è stato distorto, per mantenere il privilegio e conservare il potere.
Ad essi erano dati genere maschile, femminile e neutro, e nell’operazione di occultamento e distorsione dei significati, al genere numerico femminile fu data connotazione negativa, se non demonica, mentre al maschile spettò il predominio, con conseguente attribuzione della divinità assoluta al suo solo genere .Da qui iniziò il perdersi di una tradizione sapienziale fondata sull’armonia portata dal numero, dalla giustizia ed armonia matematica e geometrica di entità che valicavano i confini umanani per indagare e dimorare in dimensioni al di là del razionale e visibile universo. Queste entità “celesti” erano le grandi Dee Madri Nut, il cielo, e Apet, l’origine del cielo che lavoravano all’unisono con Maat, netert della giustizia,verità, della matematica,dell’ordine,equilibrio ed armonia cosmica.

In un brano del Libro dei Morti, Pert em hru, si dice “Io sono , l’uno (uaa) dall’Uno (uaa)"; simile al vedico “tat tvam asi”- io sono quello.

Il contare è un concetto diverso dal numero. La totalità, l’unità trascendente, non si conta: si vive. Quando si guarda il cielo stellato e ci si perde in esso, si è nella totalità. Nel momento in cui si cominciano a contare le singole stelle, si perde l’unità, si entra nella separazione. Colui che guarda è diverso e separato da ciò che conta.

Il punto di unione della specie umana ha questa caratteristica : è atto a far percepire oggetti separati,laddove vi è un unico campo vibrazionale, facendo percepire una realtà solida e tangibile e separata in oggetti diversi.Scollando soggetto ed oggetto è stato possibile far insinuare in quello spazio la morte. E l’ignoranza e la paura.

Vi è una stella particolare, chiamata “Uaaty sba”: è tradotta dagli egittologi come “stella solitaria”. Ed invece è la stella che “fa centro”. Ed è definita come colei che distrugge i nemici.. Nell’unità non vi è alcun nemico.
La mistificazione,l’occultamento del sapere, è cominciato quando si è dato lo stesso nome alla “sfera con il centro ovunque” all’Uaa, ed alla singolarità. Uno e due :concetti fondamentali, pilastri conoscitivi dei numeri. E degli ordinamenti umani. Il sacro uaa, l’atto della centratura, è stato fatto divenire maschile, e singolarità. Lo zen, due, duplicativo ed origine del cielo,è stato fatto divenir femminile, mentre era femminile e maschile insieme ; e divisivo al posto di moltiplicativo.
Maschile,femminile, zero, caos : questi sono i cardini.
Ed ultimamente,il colpo di grazia : i frattali sono stati chiamati "l’ordine matematico della legge del caos”! essi raffigurano geometrie perfette ricavate da una matematica elaborata. La definizione di Caos in quanto principio cosmico è che esso è assolutamente senza ordine e senza numero. E di conseguenza senza geometria.
In questo modo è stata creata volutamente la confusione, il caos spirituale.

I numeri hanno origine nel cielo, le stelle sono segnate da significato numerico. Essi sono entità spirituali e creatrici.
Come abbiamo visto, “uno” Uaa, significa “fare centro”. Esso è la funzione del l’assoluta perfezione dell’intento. Dell’andare alla meta. E’ una qualità dello spirito dei neteru.ogni neter è chiamato “dio uno”, poiché ognuno ha la mira giusta. Ogni punto della totalità è un centro, e di conseguenza non ha senso argomentare che se un dio è “unico”, l’altro non può esserlo.
Uaa è la totalità., l’unità osmotica,alla quale tutto partecipa. E’ un concetto al di là dei generi.

Il due, Zen, designa la qualità moltiplicativa- che, ricordiamo, è ben diversa da quella “divisiva” con cui è stato colorato in seguito- Esso significa i due generi-maschile e femminile- e le polarità. Zenen è il rubino , che ha qualità moltiplicative- il raggio laser col quale è possibile fare gli oleogrammi.

Il tre -khemet, è il primo numero “unitario”, è una unità ternaria , e trascendente- E’ generativo e maschile- E’ il numero di Sekhmet,è il ternario sacro-mashile,femminile, neutro od androgino.
Tre in uno a comporre la prima singolarità.

Il quattro è il primo numero femminile, di consolidamento e realizzazione.Rappresenta i quattro elementi e le quattro direzioni.
Il grande carro, la coscia, ci ripropone il simbolismo complesso del tre e del quattro, uniti insieme a formare un settenario- In una delle raffigurazioni del cielo possiamo vedere un personaggio a testa di falco che divide con una lancia le sue stelle in due gruppi, uno tre ed uno di quattro. Le quattro stelle sono i figli di Horus –i quattro elementi e quattro direzioni.

Il cinque raffigura il percorso orbitale di una stella racchiusa in un cerchio. Il sei è l’unione degli opposti, un’androginia creatrice.
Il sette, la cui netert è Seshat, è il legame settenario e sincronico che collega ogni parte del creato, facendole vibrare e risuonare insieme. Otto è numero femminile, di stabilità, della legge cosmica di Maat. Nove è un numero di luce, maschile ; dieci, met, è un altro numero generativo, raffigurato geroglificamente con un fallo Esso è un’unità ad un’ottava discendente e con esso si concludono i primi numeri, la famosa tetraktis pitagorica, e che formano un sistema unico- Dieci sono anche le sefitoth sull’albero cabalistico.

E lo zero, si chiederà? Lo zero non c’era.

Nel papiro Carlberg n° 1, si dice che,oltre Nut, vi sia illimitata e caotica oscurità, più scura del Duat. Quelle sono regioni non create e sconosciute al sole, agli dei ed agli spiriti Non create : ciò implica che possono essere create.
Lo zero, il nulla, il vuoto, non erano concepiti.Non c’è il nulla, ,c’è qualcosa che non è ancora conosciuto. E ciò fa una grande differenza. Lo zero è un concetto vedico, introdotto nella nostra cultura tradizionale sacra da esigenze di computo mercantile. Regioni non create, non il nulla ipotetico, ma possibilità di creazione. Non statiticità,non universi finiti, ma creazione in fieri, possibilità aperte per lo spirito indagatore. Nulla vieta di andare oltre il conosciuto e costituito.
I numeri avevano forme tangibili,rappresentabili geometricamente. E’ un’affermazione dello spirito di vita :si comincia con la totalità, e comunque sempre con qualcosa.Con lo zero non si può dar forma.
Una volta introdotti, lo zero ed il nulla hanno proliferato. E dato che i simboli sono potenti, una volta emessi essi prendono vita propria ,crescono. Ed ora hanno generato il “nulla” spirituale,il vuoto dell’esistenza, l’azzeramento dei valori.
Lo zero, introdotto per motivi economici, commerciali, ha saturato di sé le menti umane, generando ciò che è simile a lui.Sapremo ora azzerare il mostro culturale, il vuoto spirituale, e riattivare, riusare immergendoci in essa, la tradizione della totalità, dell’appartenenza, della luce dello spirito, del sacro uaa?

Nel nostro sistema Egizio la creazione è stata ordinata mettendo Maat al posto del caos, vale a dire dando ordine numerico alla materia non ordinata e caotica. Ma ecco che Maat ci riserva una sorpresa : essa è “la doppia verità”. Sono gli assetti matematici validi ovunque, è la legge “uguale per tutti”, siano essi cosmi o esseri umani? Stando a ciò che ci suggerisce Maat, non è così: Questo ci apre le porte alla libertà dello spirito, alle realtà multiple, ai paradossi.