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La Creazione Originale

athon September 12, 2012 Articoli Fenix No Comments
La Creazione Originale

LA CREAZIONE ORIGINALE

 

Nella Tradizione Egizia la   creazione originale è un  evento molto turbolento.Atum emette il soffio divino che deve aver provocato venti molto violenti, tanto da permettere l’emissione dei due  divini gemelli Shu e Tefnut,i prototipi  di tutte le forme e qualità di aria, venti  e soffi pranici. Infatti, Shu significa anche “vento” e Tefnut è stata”espulsa tossendo”,ossia in mezzo a  rumorosi e  violenti venti cosmici.

A detta dei nostri scienziati,i turbolenti venti solari,considerati il residuo dell’impetuoso flusso primordiale solare, sono venti di  particelle cariche,protoni ed elettroni, che spogliano di gas le parti del sistema solare investite dai venti. Propriop come nei miti, la creazione cosmica è  emessa con forti venti magnetici,impetuosi moti ed esplosioni nucleari che generano venti e correnti energetiche. I venti  rispecchiano gli  elementi; i venti cosmici solari segnano ritmi ben definiti, che provocano variazioni elettromagnetiche nel sistema solare.

Tutto si  muove  con gli stessi  ritmici movimenti,tutto soffia con lo  stesso ritmico moto.La Leggedell’Ottava richiede moti variabili con stacchi e incrementi energetici,perciò, se  gli aliti cosmici sono ritmici,  la terra ne  riflette il soffio. Il vento  ci ripropone   il magico e oscuro  alito cosmico, l’alito del soffio infuocato.

Lo spirito umano non può  staccarsi dalle sue componenti  mitiche, poiché, facendolo,  si isolerebbe dalla sua componente  cosmica.

In  egiziano geroglifico libertà si scrive con il geroglifico  di “respiro”, una vela gonfiata dal vento. I venti sono la libertà d’espressione del pianeta. Mettendo bandiere  sventolanti diventiamo  partecipi del vento e del respiro; la bandiera è simbolo dei Neteru,di coloro che navigano nel cosmo,servendosi  degli aliti delle stelle per i loro spostamenti.

Il vento è espressione del moto di Geb. I venti cosmici ci portano le  energie delle stelle. Noi respiriamo,alitiamo per esprimere la  nostra vita,la nostra presenza sul pianeta. Rispettiamo  i venti : essi sono l’imponderabile  Spirito che ci parla col suo soffio.

 

GLI ALBERI E GLI DEI

Come abbiamo visto prima, alberi e venti sono espressioni dello stesso  Elemento, l’Aria. Inoltre  gli dèi, in tutte le Tradizioni, sono associati  con gli alberi,al punto da venire assimilati al loro albero sacro. In Egitto Nut, la galassia, è il sacro sicomoro, albero al quale si ricorre per ogni sorta di protezione o guarigione. Al sacro albero ci si ricongiunge in morte, facendosi seppellire in casse di legno, ma  ci si reca  anche per rinascere allo Spirito, immettendosi nel djed,poiché esso  è l’Albero del cielo.

Nella Cabala, le Sephiroth sono poste sull’Albero della Vita; con le radici in cielo  è il tramite tra l’umano e il mondo  degli spiriti.

 

GLI ALBERI E GLI  ESSERI UMANI

Gli alberi hanno un corpo energetico molto grande, luminoso. Tutto il Regno Verde, la pelle di Geb, emette vita intensa e luminosa e partecipa  emozionalmente alla vita del pianeta. Gli alberi hanno una coscienza più duratura della nostra: i i grandi alberi sono già “presenti” e coscienti anche 50 anni prima di spuntare sul suolo,e vi rimangono col loro campo aurico per molti anni dopo la loro scomparsa.

La nostra respirazione è ritmicamente alternata con il flusso degli alberi. Il loro respiro ha due fasi: espirano  di giorno,rilasciando ossigeno,ed inspirano anidride carbonica la notte. Il regno degli alberi –e ddelle piante in generale-  e quello degli umani hanno in comune una fascia di frequenza  emozionale. Anche la composizione dell’emoglobina del sangue umano è simile  a  quella della clorofilla delle piante.

Quando ci  sdraiamo per terra,cediamo tutte le nostre tensioni a essa, ci scarichiamo del nostro potenziale elettrico,mentre quando stiamo in piedi ci rendiamo simili agli alberi, diventiamo un canale che riceve e trasmette un potenziale elettrico.

 

 

L’ALBERO, IL SUPPORTO DELL’ARIA

Per ricongiungersi  con il cielo,con l’aereo, lo spirito  deve  sfuggire al fascino legante della terra. Quando si  devono superare i momenti di passaggio, di transizione da uno stadio  evolutivo di coscienza a un altro, allora  ci si deve mettere sapientemente in contatto con lo spirito dell’aria, sfuggendo alla potente  attrazione terrestre.

Ci si deve  librare nell’aria, più vicino al respiro del cielo, e si  cercano dunque gli alberi. Nei Tarocchi ciò è espresso con il simbolismo dell ‘”Appeso”,dell’iniziato che, legato con i piedi rivolti verso l’alto all’albero sacro,deve invertire la sua percezione del mondo,i suoi parametri di valori.Castaneda  riporta alcune tecniche  per   sfuggire alla forza terrestre,tra le quali  farsi imbracare rimanendo sospesi alle travi del tetto, o restare sugli alberi. Odino,per ottenere la conoscenza delle rune, deve anch’egli rimanere appeso all’Albero sacro.

Gli antichi si costruivano capanne sugli alberi, mentre gli Yogi dell’India meditano dentro i cavi dei tronchi degli alberi. Le colonne dei  templi sono fatte a similitudine  di alberi, l’unica  struttura naturale in terra con la quale è possibile innalzarsi  sopra della superficie del  pianeta.

In  Egitto la rinascita veniva celebrata con il rituale del djed,l’Albero-Colonna sacra,dentro il quale  si poneva l’Adepto per farlo risorgere ai valori dello Spirito. Anche  Osiride  fu posto nel djed,per esser fatto risorgere da Iside. Djed ha il significato di “essere  stabile, permanente”.

L’albero è anche l’asse del cielo, il supporto che connette cielo e terra.

Mentre con l’albero ci si può liberare delle scorie mentali e librare in orizzonti più sottili, dentro la terra acquistiamo potere magnetico e controllo sugli strati più densi. La terra conserva, accumula; così meditando  nelle grotte, l’energia non si disperde e si accrescono i poteri di guarigione.

 

IL COSMICO SUD, IL FUOCO.

Il fuoco  è nel cosmo, nelle stelle e dentro la terra. E’ in  tutte le creature, come spirito e come fiamma che ribolle e che fa ribollire, tesa verso un arcano e impalpabile orizzonte fatto di spirito, verso universi paralleli e lontani. I luoghi del fuoco sono evidenti : vulcani, solfatare, acque ribollenti. Dove ci  sono  i vulcani non cresce l’erba, non crescono gli alberi; vi sono le pietre, che si formano dall’eruttare della terra, e i venti che soffiano sul fuoco come in una fucina alchemica.

E’ difficile sottrarsi al fascini dei vulcani. Difatti, nonostante la loro evidente pericolosità,  gli uomini non ne sanno rimanere lontani e dimorano sulle loro sponde, ne inalano i fumi sulfurei, si servono  dei loro  vapori per uso profetico. Il vapore inebria; inalandolo si  entra in contatto con le emanazioni profonde del pianeta, ci  si nutre dei suoi messaggi, che passano attraverso l’anima, fortificandola e rendendola pronta per lo Spirito.

I  vulcani sono l’officina alchemica di Efesto, di Ptah  che è il  fuoco dello spirito della terra. Il fuoco terreno si può collegare col fuoco celeste,con la folgore divina. I loro luoghi di manifestazione sono sempre stati oggetto di timore sacro e reverenziale, e considerati divini.I vulcani, dove il fuoco che arde  dentro la terra si mostra agli umani e a tutte le creature, sono    luoghi della Rivelazione  dello  Spirito.

I luoghi  del fuoco sono pure collegati a Marte,alle attività bellicose e Marte, lo zolfo-ferroso, governa le acque  sulfuree, ardenti e ribollenti, che procurano la guarigione dalle spire troppo strette del  plumbeo saturno dalle ossa dolenti. Col fuoco si forgia il ferro;si  orienta il ferro rovente a nord-sud e si imprime in esso il ricordo,la memoria dell’orientamento dato. Il ferro diventerà così  magnete, indicando sempre la direzione.

Il fuoco dei vulcani e dei luoghi solforosi, luoghi del  fuoco terrestre, è ben diverso dal fuoco celeste, delle folgori. La folgore è Giove, gli  egizi Amon e Amsu; il fuoco di terra è Ptah, il greco Efesto, il fabbro alchimista, l’artefice creatore, colui che forgia lo spirito della terra. Giove è il legislatore; il fulmine decreta la volontà celeste, sale dalla terra al cielo -da dove sembra provenire- Ie dal cielo  appare per colpire, per punire, per annunciare un evento. Il fuoco di Ptah trasforma lentamente e inevitabilmente: è il fuoco  preposto alle trasformazioni plantarie.

Il fuoco è l’espressione del corpo luminoso, l’Akhu, quello che può accumulare Sekhem, il potere cosmico, il fuoco cosmico impersonato da Sekhmet.

 

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