AthonVeggi

Neteru

Bennu, della famiglia del Vento

Brano tratto dal LIBRO DELLE PORTE, edito dalla Venexia

Nut
Io sono Bennu, l’anima di Ra

Il meraviglioso uccello Bennu, con le sue brillanti piume rosse e oro, era l’uccello sacro di Heliopolis. Identificato con l’airone per il suo becco lungo e dritto e la testa adorna con due piume erette, il mitico Bennu fu più tardi dai Greci chiamato fenice, e si narrano storie favolose su di lui.
Il Bennu ricopre un ruolo importante nella mitologia egiziana: dimorava nella pietra ben-ben, altrimenti detta obelisco, dentro il santuario di Heliopolis, ed era venerato al pari di Ra e Ausar. La creazione, secondo il mito solare, era incominciata ad Heliopolis, e la pietra ben-ben, la collina originaria simbolo del sole, da cui Bennu deriva il suo nome, era stato il suo primo atto della creazione.
Si riteneva che l’uccello Bennu si ricreasse da solo dalle ceneri del suo vecchio corpo, dopo che era stato bruciato dal fuoco che ardeva sulla cima del sacro albero Persea in Heliopolis.
Nella stele di Metternich, Auset dice al figlio Heru: “Tu sei il grande Bennu che era nato sull’albero d’incenso nella casa del grande principe di Heliopolis”.
Quale “anima di Ra”, il sole sorgeva sul mondo ogni mattina in forma di Bennu, per splendere rinnovato. Ma il Bennu era anche considerato una manifestazione di Ausar, dal cui cuore sorgeva quale simbolo vivente del dio. Nel Libro dei Morti vi sono delle formule per trasformare il defunto nel grande Bennu per le quali il deceduto dice: “Io sono Bennu, l’anima di Ra, e la guida degli dèi nel Duat”. In un altro verso egli afferma: “Io sono puro. La mia purezza è la purezza del Grande Bennu che è nella città di Sutenhenen”.
Il Bennu è la quintessenza della rinascita: sorge dalle sue ceneri come il corpo spirituale sorge dalla morta forma fisica, come il nuovo sole sorge dal vecchio. Esso è la nuova condizione raggiunta quando è compiuto il ritorno alla vita, cioè quando sia stata effettuata la resurrezione di Ausar.
Erodoto diceva di avere visto solo un dipinto del Bennu: aveva forma e dimensione somigliante a quelle di un’acquila, con le piume rosse e oro. Il Bennu appariva solo una volta ogni cinquecento anni, e veniva dall’Arabia portando nel suo becco un uovo di mirra che conteneva il corpo di suo padre. Quest’uovo è simile a quello che Geb depone sulla collina primordiale e dal quale nasce il sole, l’uovo dentro il quale si effettua l’intero processo alchemico della trasformazione.
Quando il Bennu diventava vecchio, si costruiva un nido di profumati rametti di incenso in cima all’albero sacro, vi si adagiava e moriva. Secondo quanto ci tramanda Plinio, dal suo corpo appariva un piccolo verme che, per metamorfosi, si trasformava in un uccello, facendo così rinascere il Bennu.
Il pianeta Venere era detto “la stella della Barca del Bennu-Asar”, menzionata quale stella del mattino in questa invocazione al sacro uccello solare:

“Io sono il Bennu, l’anima di Ra, e la guida degli dèi nel Duat; lasciate che mi sia concesso che io entri come un falco, e che io possa arrivare come Bennu, la stella del mattino”
(Budge 1969 2:97)

Significato Divinatorio
Rinnovamento della vita e delle energie; rinascita. Liberazione dal vecchio, dal consunto, dalle pesantezze. Sentirsi liberi come degli uccelli.